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Come fantasmi nella notte
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Come fantasmi nella notte
Una foto che segna per me l'inizio di un percorso. Una delle mie preferite in assoluto.
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Pellegrinaggio a S.Rosalia

Questo reportage, vuole essere un omaggio alla città di Palermo e a quanti credono in un’entità soprannaturale; Palermo è molto famosa nel mondo per fatti che riguardano pochi suoi figli ed è altresì ignorata la grande umanità della quasi totalità dei suoi abitanti schiavi dei pregiudizi.

Nella notte del 4 settembre, a Palermo si festeggia la nascita al Cielo della nostra amatissima Patrona S. Rosalia. Lo si fa con un pellegrinaggio verso il Santuario (che altro non è che una enorme grotta) sito nel cuore di Monte Pellegrino splendido promontorio che si affaccia sul mare.

Compio questa arrampicata da più di quarant’anni ma nel nostro essere palermitani non possiamo prescindere da questo pellegrinaggio, e questa è la prima volta in compagnia della mia fida D70, ho portato con me solo il 50mm 1,4 per via della luminosità, ma nemmeno questo è bastato.

La storia comincia nel cuore della notte, per potere arrivare al Santuario prima che il sole cominci a picchiare duro; si sale per una strada rotabile (‘a scala vecchia) che il senato palermitano a fatto costruire ai primi del 1800, tutta lastricata, un sentiero più che una strada, fatta a misura di Carretto Siciliano, chi non ne a mai visto uno? Sono le 5,30 del mattino e siamo già alla prima rampa in tutto sono una quarantina. La gente avanza come fantasmi nella notte, incuranti della scivolosità del selciato, del buio che rende difficile l’avanzata. Si arriva così ad una cappella votiva dove è d’obbligo una prima sosta. La gente sembra un fiume in lenta ma inesorabile avanzata.

Le pendenze in questo tratto sono quasi proibitive, alle volte mi soffermo a guardare come gente avanti negli anni o pure malandata nel fisico, spinta da una grande fede soffre veramente le pene dell’inferno per superare questa asperità. Intanto comincia ad albeggiare e la luce si infiltra piano piano nella città che dorme. Con la prima luce il cammino si fa più agevole, le pendenze sono adesso meno aspre e il fiume va. Intanto qualche buontempone si diverte a incidere le pale dei fichidindia, mentre qualcuno comincia ad accusare i primi problemini e qualcun altro cede vinto dalla stanchezza. Su per la salita si incrocia gente molto diversa tra loro, molto nutrita è la partecipazione della comunità Tamil (o tamir?) qualcuno, anzi direi parecchi, compiono tutto il pellegrinaggio scalzi gente di tutte le età ed estrazione sociale. Ma il cammino ancora è lungo e il sole è in agguato e la gente imperterrita và.

La strada è disseminata di massi della caratteristica roccia di Monte Pellegrino che spuntano come funghi dal terreno. Ormai è giorno e il cammino volge al termine stiamo per arrivare all’agognata meta, annunciata dai primi venditori ambulanti di ceri votivi; finalmente siamo arrivati alla spianata del Santuario, invasa da una folla di venditori di souvenir e gadget vari, ma un’ultimo sforzo attende il pellegrino, la grande scalinata d’accesso al Santuario, che molti salgono addirittura in ginocchio.

Dovete sapere che il palermitano vive in perfetta simbiosi con S.Rosalia tutto quello che avviene nella vita di ognuno di noi è a seconda dei casi “merito” o “colpa” della nostra amatissima “Santuzza” grande è la devozione del popolo palermitano alla sua Patrona che ha il grande merito di avere liberato la città dalla peste nel 1624 e da quel giorno tutti i palermitani hanno solo un rifugio: la grotta dove la santa eremita visse e morì nel nome di Gesù Cristo.

Raramente mi era capitato di vedere una partecipazione così massiccia come in questa occasione, mai era successo di dover aspettare più di mezzora per potere entrare nella sacra grotta, ma infine anche questa volta c’è l’ho fatta e mi ritrovo davanti alla mia protettrice per raccontarle tutte le mie pene (tante) e le mie gioie (poche), dentro alla Sacra Grotta che era affollata di fedeli come non mai.

Anche questa volta, per grazia ricevuta, sono riuscito a portare a termine il mio Pellegrinaggio che ho promesso di fare fino a quando sarò in grado si camminare; intraprendo la strada del ritorno e cosa vedono i miei occhi? il fiume non si è ancora fermato e chissà quando lo farà; il pellegrinaggio si può fare in tutto il mese di settembre.

Tanti sono i pellegrinaggi più o meno famosi, tanti sono i luoghi di culto, ma questo pellegrinaggio è il “mio” pellegrinaggio e per una volta nella mia vita mi arrogo il diritto di dire che è il “più bello” e il “più sentito” certo della vostra comprensione.




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